NUVÌCE
storie di spose e radici in stoffa
storie di spose e radici in stoffa
Inaugurazione
sabato 14 giugno 2025, ore 18.00
Ingresso libero
dal 17 giugno al 5 luglio 2025
apertura: dal martedì al sabato, dalle ore 15 alle 19
La mostra fotografica
L’abito da sposa è più di un vestito: è un gesto tramandato, una dichiarazione silenziosa, una soglia tra passato e futuro.
Nuvìce, parola friulana che significa “sposa”, diventa in questa mostra simbolo di trasformazione, rito e identità femminile. Un termine che richiama non solo un giorno speciale, ma un’intera storia di scelte, ruoli e radici.
Questa esposizione rende omaggio alle donne che, con forza e discrezione, hanno custodito la memoria e l’identità di una terra. Donne che spesso hanno messo da parte sogni e ambizioni per dedicarsi alla famiglia, affrontando con resilienza la fatica, la povertà e le ingiustizie di un mondo pensato per gli uomini. Nuvìce dà voce a queste esistenze, onorandone il valore e il coraggio.
Attraverso una raccolta fotografica che attraversa quasi tutto il Novecento e l’esposizione di alcuni capi simbolici, la mostra racconta il profondo legame tra abito, vissuto e territorio. Ogni scatto, ogni tessuto, ogni dettaglio ci parla di trasformazioni sociali, creatività femminile, e saperi tramandati con cura.
A completare il percorso espositivo potrai ascoltare Radici in Stoffa, il podcast ideato da Silvia Cacitti e realizzato in collaborazione con Udinepodcast e il Museo Etnografico del Friuli, con il patrocinio del Comune di Udine. Attraverso l’abito tradizionale friulano, il podcast indaga il legame tra la moda del passato e un futuro sostenibile, offrendo spunti di riflessione sul ruolo dell’abbigliamento e della donna come testimoni del cambiamento. Un intreccio di immagini, parole e materiali che invita a riscoprire il valore del femminile nella storia e nell’attualità.
Il progetto Nuvìce nasce dalla collaborazione tra Roberto Casasola, fotografo e curatore della galleria d’arte FARè:, da sempre attenta all’impegno sociale, e Silvia Cacitti, fondatrice di Mindfuldress, con il desiderio condiviso di utilizzare l’arte come spazio di riflessione, dialogo e cambiamento.
Con il prezioso contributo di: