Crònon
Mostra d’arte per quadri, fotografie, filmato e musica
Dimitri Gazziero
Stefano Spizzamiglio
Inaugurazione
sabato 11 aprile 2026, ore 18.00
Ingresso libero
dal 14 al 25 aprile, dal martedì al sabato, ore 15-19
Questa mostra nasce dall’incontro di due sguardi, quelli di Dimitri Gazziero e di Stefano Spizzamiglio, la breve presentazione che segue è loro.
Il nostro comune interesse verso la ricerca e la fusione di diversi linguaggi artistici a noi cari, e la visione che noi abbiamo di essi ci hanno guidato alla realizzazione dei lavori esposti.
Il progetto espositivo si fonda su una serie di parametri fissi concordati che partono da un formato dimensionale unico, con una identica cornice e un rigoroso alternarsi spaziale delle opere a gruppi di due, tre e quattro. La presenza di musiche e video, anch’esse di nostra realizzazione sono parti integranti della mostra.
Il filo conduttore principale è il tempo.
Il tempo come materia viva, instabile, mai riducibile a una semplice misura. Non minuti, non ore, ma un tempo che incide, muta, riaffiora, si stratifica nei corpi, nelle immagini, nella memoria individuale e collettiva.
Per Stefano il tempo viene scomposto nelle sue particelle elementari, Cronon: la fotografia agisce come uno strumento quasi scientifico, capace di isolare porzioni infinitesime di realtà. Ogni immagine è una sezione, un frammento immobile che non racconta e non documenta, ma esiste. Prospettive alterate, colori ambigui mettono in crisi l’idea di un’unica visione possibile, presentando la realtà come una pluralità di percezioni, non una visione unica.
Dimitri, invece, interroga il tempo biologico e il suo decadimento irreversibile, attraverso un personale album fotografico di famiglia, trasformato da archivio rassicurante nella sua forma e sostanza, a spazio critico dove la memoria si sovrappone all’assenza. La vita diventa frammento inesorabile del tempo che non scorre soltanto, ma consuma e trasforma.
Le immagini si collocano su una soglia fragile, dove il pensiero logico si disgrega lasciando spazio a una percezione istintiva, disturbante, frammentata.
In questo dialogo, la fotografia diventa documento e indagine. Le “finestre statiche” di Stefano annullano il tempo, raccolgono uno spazio fisico, immagini che si deformano e si svuotano di ogni emozione.
Dimitri al contrario stratifica storie, ricordi ed emozioni del vissuto fino a stravolgerle in un universo di livelli che scorrono avanti e indietro nel tempo e lo presenta come ricordo in continuo mutamento.
L’incontro tra questi due linguaggi – quello del tempo, la sospensione assoluta e quello che trasfigura ogni cosa, staticità e memoria in movimento – generano una tensione feconda. Non una contrapposizione, ma una necessità reciproca. È in questa alternanza che il tempo si rivela come una dimensione unica, dove presente, passato e divenire convivono.
Questa mostra è quindi un invito a ripensare la realtà oltre l’istante che viviamo: a osservare, a ricordare, a confrontarsi con ciò che muta e con ciò che resta. A lasciarsi attraversare dal tempo, piuttosto che tentare di misurarlo.
Tutto è cominciato così:
da immagini che indagano il tempo.
Desideriamo ringraziare per il loro apporto musicale e non solo Ferruccio Macor e Renato Del Terra, colleghi musicisti del Kollettivo Libera Improvvisazione Musicale KLIM#4 e Roberto Casasola per la cura e la pazienza riservataci.
La musica che sentirete è una raccolta di centinaia di ore di nostre registrazioni audio che generano in maniera continua e sempre diversa il video che si basa esclusivamente su immagini della mostra. La trasformazione in tempo reale da musica a video è frutto di un programma software creato da Stefano con l’aiuto dei componenti di KLIM#4.
Il progetto FARè: cresce grazie al prezioso contributo dei nostri partner
Un ringraziamento speciale alle aziende che credono nella nostra visione e sostengono lo sviluppo delle nostre idee ed iniziative.